Possiamo parlare di o iper-tradizione – dove l’evoluzione non è più lineare ma reticolare, e ogni utente può attingere a strati temporali diversi per creare sintesi inedite. Conclusione “Tradizione in evoluzione” non è un ossimoro, ma la descrizione più realistica di come funziona la trasmissione culturale. Resistere al cambiamento non preserva una tradizione – la uccide, trasformandola in museo o in feticcio ideologico. Al contrario, evolvere significa continuare a essere vivi , capaci di rispondere a domande che i fondatori non avevano previsto.
Esempio: il Natale come lo conosciamo oggi (albero, Babbo Natale, doni) è una tradizione ottocentesca di origine urbana e commerciale, ma ha assorbito elementi pagani, cristiani e secolari, mutando continuamente forma e significato. Lo storico italiano Carlo Ginzburg (n. 1939), nel suo celebre Il formaggio e i vermi (1976), studia la tradizione popolare come un campo di tensione evolutiva . Il mugnaio friulano Menocchio non ripete meccanicamente la cultura orale contadina: la rielabora, la mescola con libri proibiti, la trasforma in una cosmogonia personale. tradizione in evoluzione di carlo pdf download
L’antropologo Edward Shils ( Tradition , 1981) osserva che la trasmissione richiede sempre interpretazione, e l’interpretazione introduce piccole variazioni. Accumulandosi nel tempo, queste variazioni trasformano la tradizione senza che i suoi portatori ne siano necessariamente consapevoli. Eric Hobsbawm e Terence Ranger ( The Invention of Tradition , 1983) mostrano come molte tradizioni ritenute antiche siano in realtà costruzioni recenti (es. il kilt scozzese, i cerimoniali della monarchia britannica). Ma anche queste tradizioni inventate, una volta imposte, evolvono – talvolta in direzioni opposte alle intenzioni dei loro inventori. Al contrario, evolvere significa continuare a essere vivi
Possiamo parlare di o iper-tradizione – dove l’evoluzione non è più lineare ma reticolare, e ogni utente può attingere a strati temporali diversi per creare sintesi inedite. Conclusione “Tradizione in evoluzione” non è un ossimoro, ma la descrizione più realistica di come funziona la trasmissione culturale. Resistere al cambiamento non preserva una tradizione – la uccide, trasformandola in museo o in feticcio ideologico. Al contrario, evolvere significa continuare a essere vivi , capaci di rispondere a domande che i fondatori non avevano previsto.
Esempio: il Natale come lo conosciamo oggi (albero, Babbo Natale, doni) è una tradizione ottocentesca di origine urbana e commerciale, ma ha assorbito elementi pagani, cristiani e secolari, mutando continuamente forma e significato. Lo storico italiano Carlo Ginzburg (n. 1939), nel suo celebre Il formaggio e i vermi (1976), studia la tradizione popolare come un campo di tensione evolutiva . Il mugnaio friulano Menocchio non ripete meccanicamente la cultura orale contadina: la rielabora, la mescola con libri proibiti, la trasforma in una cosmogonia personale.
L’antropologo Edward Shils ( Tradition , 1981) osserva che la trasmissione richiede sempre interpretazione, e l’interpretazione introduce piccole variazioni. Accumulandosi nel tempo, queste variazioni trasformano la tradizione senza che i suoi portatori ne siano necessariamente consapevoli. Eric Hobsbawm e Terence Ranger ( The Invention of Tradition , 1983) mostrano come molte tradizioni ritenute antiche siano in realtà costruzioni recenti (es. il kilt scozzese, i cerimoniali della monarchia britannica). Ma anche queste tradizioni inventate, una volta imposte, evolvono – talvolta in direzioni opposte alle intenzioni dei loro inventori.